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Titolo: |
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DESCRIZIONE:
In un
mondo capovolto, nel quale l’intero Occidente è tornato al Medioevo
e buona parte dell’Africa sta conoscendo il suo primo Risorgimento,
s’incrociano i destini di quattro personaggi principali, quattro
sopravvissuti all’Ultima Guerra (perché poi ce ne furono altre,
altrettanto inutili e crudeli, ma senza un nome che le potesse
accusare): un anziano rassegnato (ma più rassegnati di noi
erano i giovani. Noi vecchi, forse perché avevamo visto un altro
mondo, soffrivamo ogni tanto di speranze stupide), un uomo dal
nebbioso passato (più forte però era la foschia che albergava
dentro di me: tra la luce e il buio dove tutto era incerto, scorgevo
una sottile linea rossa, una linea d’ombra, una zona grigia o
spezzata), una ragazzina che sorveglia le mura di una città
sfinita (solo aria grigia di morte che si addensava sopra un
deserto rappreso come un lastricato di sassi) e una giovane
madre proveniente da una terra lontana (Odessa, con le sue ferite
e i suoi ricordi appuntiti). Compagno silenzioso di questi
personaggi sarà Zanna Rotta: l’ultimo cane, Maestro degli ultimi,
nonché ultimo simbolo di una speranza offesa e umiliata, e tuttavia
pronta a rinascere. Trovargli una degna compagna sarà l’obiettivo
che i protagonisti dell’opera si prefiggeranno durante le loro
peregrinazioni: giacché non c’è speranza senza scopo, e non c’è
scopo di vita che possa essere raggiunto senza aver affrontato un
lungo – e mai risolutivo – viaggio. CONSIGLIATO A: chi ama la fantascienza distopica, la letteratura fantastica e d’avventura, il realismo magico, i libri che ci permettono di viaggiare con la fantasia ma – al contempo – riflettere. Non si lascino sfuggire quest’opera gli estimatori di Bradbury, London, Calvino e di quei libri che sanno magistralmente modernizzare i temi e i personaggi dell’epos greco. Nonché tutti coloro che hanno già apprezzato le fatiche di quattro fra i migliori scrittori attualmente in circolazione nel sottobosco letterario italiano: Gian-Andrea Rolla (“Il funerale della balena”), Flavio Pagani (“Lapsus”), Lucilla Galanti (“Altrove da me”) e Valeria Zangrandi (“Nel vento e nella polvere”).
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