Piero Sansò

sansoHo 48 anni. Di mestiere lavoro nel settore Giustizia Minorile e mi occupo anche di formazione per educatori di comunità.
Il mio background letterario è abbastanza eclettico. Tenete presente che non ricordo quasi mai i titoli dei libri che leggo, non so citare testualmente i miei autori preferiti e talvolta non so neanche pronunciare correttamente i loro nomi.
Prediligo la letteratura fantastica. Il mio primo amore è stato, non a caso, Giulio Verne. A seguire amo autori classicamente horror come Lovecraft o rudi e misteriosi come Howard. Ho avuto una cotta adolescenziale per Jack London e una ubriacatura giovanile per la giallistica (da Conan Doyle, ad Agata Christie, da Ellery Queen a Simenon, da Edgar Wallace a Chesterton, etc.) e gli spionistici (da Ken Follet a Forsyth, passando per Ludlum).
Stephen King mi ha conquistato con It e Asimov e Dick mi hanno rapito durante gli anni dell’università.
Oggi leggo con piacere anche Hornby, Doyle, Coe e Murakami Haruki. E apprezzo anche molto Stefano Benni e Pennac.
Infine, dopo i 30 anni ho scoperto la poesia (da scrivere, da leggere).
Per un po’ di anni mi sono improvvisato blogger ed ho tenuto una webzine di musica e cultura dal nome “Citoplasma”, poi chiusa per fallimento del portale Splinder.
Parallelamente alla mia (molto accessoria) vita da scrittore ho fatto l’animatore per bambini, il clown ed il poeta da strada.
Nelle cose che scrivo introduco sempre un elemento di “straordinarietà”. Forse perché intendo la scrittura come una strada per evadere dalla limitatezza del mondo reale.  La scrittura mi accompagna dal primo racconto scritto ad otto anni per scommessa alla macchina da scrivere di papà. Si intitolava “2025, come sarà il mondo tra 50 anni”. Praticamente ci siamo…

Presso I sognatori ha pubblicato “I ciclonauti“.