Loretta Sebastianelli

Loretta-Sebastianelli

Di me si dirà se l’impresa di secernere seta con la bocca sia stata solo un folle esperimento, partorito dalla perversa idea che non solo i ragni possiedono la filiera. Di me si cercherà -dissezionando materia- la stessa sostanza di cui sono fatti i sogni ché quell’altrove immaginifico ha divorato la mia carcassa senza restituirne l’ossatura.
Funziono-ragiono per iscritto (nel silenzio, di notte), per triadi e numeri dispari. Sono l’autenticità che amo e quel “preferirei di no” che -in incipit di maturità- m’ha insegnato l’importanza di essere “chi voglio essere” piuttosto che la fatica di essere “chi devo essere”.
“Ogni cosa è come siamo” m’ha dato misura e fattezza, facendo di me quel picco o grido, lo sguardo attento o lo stento. In definitiva sono come sono e come voglio essere, lasciando la scia del giudizio a raschiare il fondo delle porte chiuse. Sono una scavatrice di tunnel, pioniera di me stessa. Ho smarrito la gioia delle orme nella sabbia, la sensazione della terra, ma amo la luna che proietta la mia ombra in avanti e, insieme al notturno andare, amo la poesia.
Non amo le etichette, l’autorità confusa con l’autorevolezza, la saccenteria o il senno di poi, né chi non sa ascoltare.
Di me si dirà che ero figlia del mare ma, invece, sono figlia del legno. Mio padre era un falegname musicista, così l’arte e la manualità scorrono nel mio sangue e questo segna la vita, sì, ma solo se hai cuore di accettarlo. Suono le percussioni: distraggono il moto vorticoso che m’intreccia i pensieri in testa. Amo giocolare ché non appena la seconda palla prende il volo, beh, sono già felice. Adoro insegnare ché spiegare le cose significa capirle ed essere la prima a volerne imparare di nuove. Dopo le cose che amo fare, ci sono quelle che non riesco a non fare e sono principalmente tre: ringraziare, amare, scrivere.
Non sono riuscita a trattenere nel cassetto le mie poesie e… per qualunque altra cosa vogliate sapere: di me si dirà che ho scelto il rimorso e mai il rimpianto.

Per I sognatori ha pubblicato “Il bossolo d’ottone“.