Alessandro Frailis

fotoAlessandro Frailis, classe 1980, abita a Barumini, in Sardegna, dove vive sorride cammina si riproduce piange s’incazza ama e fa tante altre cose comuni agli esseri umani. Ha provato a laurearsi ma non gli è venuto proprio, comunque c’è tempo. Per campare fa il cuoco da quando ha memoria, ma coltiva da sempre una passione patologica per la scrittura e la lettura. Ha decine di hobbies e passioni e quindi in verità non ne ha neanche uno.
Ama la cultura della sua terra e le tradizioni quando non diventano una barriera; il Giappone, il tennis, la musica indie-coraggiosa, i Queen, De André e Guccini, i film dei fratelli Cohen, Tim Burton, Kurosawa, Seth Rogen, la fantasia che spiega la realtà, in generale tutte le sperimentazioni artistiche se non sono fatte solo per stupire. Odia i sequel, meglio i prequel, chi ha paura del distante da sé e chi parla parla parla e poi ti chiede cosa stava dicendo. Crede in Dio solo quando Dio gli dà ragione.
Quando legge apprezza l’essenzialità, le descrizioni che arrivano al cuore con tre parole, l’ironia, il puntare dritti alla meta. I suoi autori di riferimento sono Pennac, Carver, Murakami, Palahniuk, Ammaniti, Baricco, Benni, Marquez, Asimov, Bulgakov. I classici solo alle due di notte, gli horror la mattina presto.
Il caffè con una bustina di zucchero di canna e una di zucchero di barbabietola, dolce da far schifo.
E così credo di aver detto tutto.

Presso I sognatori ha pubblicato “Il primo viaggio di Selene tra le stelle” e “Quando il jazz tra la mezzanotte e l’una“.