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La
casa
editrice I Sognatori
nasce burocraticamente nel febbraio 2006, ma agisce in concreto sul
territorio nazionale dal maggio dello stesso anno.
Pubblica libri cartacei e li vende esclusivamente tramite internet. Con ogni
evidenza rappresenta un’anomalia all’interno del sistema editoriale
italiano, dal momento che la mancanza di una distribuzione in libreria non
le ha impedito di farsi conoscere e apprezzare sia tra i lettori della rete
(basta dare un’occhiata alle librerie di Anobii per verificare il gran
successo di pubblico e critica delle nostre edizioni, soprattutto in
rapporto a quelle di case editrici ben più blasonate, stesso discorso per la
notevole mole di recensioni e segnalazioni presenti nei blog, nei siti, nei
forum e in altri luoghi d’aggregazione virtuale), sia tra i
cosiddetti “lettori di strada”, che alle nostre presentazioni in giro per
l’Italia accorrono spesso e volentieri.
I Sognatori è una casa editrice anomala anche per altri fattori: ha superato
i quattro anni di attività ma non chiede alcun contributo economico ai suoi
autori. Per inciso: va avanti grazie alle vendite dei libri.
Eppure si affida alla stampa in off set (più costosa rispetto a quella
digitale, ma anche tecnicamente migliore).
Eppure segue una politica dei prezzi bassi (il nostro libro più costoso non
raggiunge nemmeno i 12 euro).
Eppure, in taluni casi, devolve il 10% sulle vendite a Enti benefici
(facciamo riferimento al romanzo “Hitler era innocente” e all’antologia “Il
sussurro delle cose nascoste”).
Eppure garantisce ai propri autori contratti veri (i punti salienti può
leggerli chiunque, li trovate
QUI),
NON accordi di edizione configurati alla stregua di ricatti, prese in giro o
contentini per scrittori disperati.
Eppure può contare su un blog e un sito di successo, nonché ottime vetrine
promozionali.
Eppure valuta con estrema attenzione i manoscritti che le vengono
recapitati, puntando sulla qualità e non sulle effimere mode letterarie.
In questa ricchezza di “eppure”, I Sognatori ha trovato la propria cifra
distintiva e il focus di un’attività editoriale volta a scardinare luoghi
comuni e prassi consolidate.
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