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 Hitler era innocente

“Un libro coraggioso in tutto… La prova più alta del Moscatelli scrittore e, a mio parere, il libro più bello finora pubblicato dalla casa editrice”
Marina
 

“I personaggi che popolano il lager “Libertà” sono molti, tutti diversi fra loro e tutti eccezionali… Personalmente mi sono affezionata, nel vero senso della parola, a molti di questi personaggi, alla loro umanità, al loro desiderio di capire oltre a sopravvivere… Aldo Moscatelli ha sicuramente svolto un accurato lavoro di documentazione, oltre ad aver affrontato in forma di romanzo, cosa non facile, un argomento così importante e così vasto che ha messo alla prova molti grandi nomi della letteratura mondiale. La delicatezza e la maestria dimostrata dall’autore anche nelle descrizioni più crude è veramente ammirevole, soprattutto perché non scade mai nel sentimentalismo o nel pietismo, riuscendo comunque a commuovere e a spingere a profonde riflessioni.
Leggetelo, ne vale veramente la pena”

Patrizia
 

“Ho iniziato...ho finito....ho ricominciato....senza neppure posare il libro un attimo ed ho nuovamente terminato assaporando anche meglio tutto quello che la prima volta non avevo colto… La scrittura penso sia veramente notevole… Ci sono punti in cui sono stata letteralmente rapita e raramente mi è capitato di leggere l'ultima pagina e tornare all'inizio senza neppure alzare gli occhi dal libro. Il titolo mi aveva un po’ forviato, anche se prima di leggerlo supponevo appunto (senza leggere le varie motivazioni) che ci fosse una spiegazione. Però devo dire che genericamente può sembrare un po' ambiguo. Si può pensare: "l'ennesimo libro sugli ebrei e sull'olocausto", o cose simili...mentre invece....non è per niente così.....provare per credere”
Barbara
 

[…] Un libro è anche veicolo di conoscenza, tramite questo romanzo ho imparato qualcosa. Ho letto e vissuto con gli occhi della mente tutto l’orrore, il vero orrore, come lo chiama Felicien, e l’ho provato sulla mia pelle.
La scrittura è fluida, scorrevole, perfetta, senza sbavature. Si racconta di orrore e di morte, ma senza scadere nelle banalità, né nella volgarità, seppur descriva minuziosamente la realtà nella sua crudeltà e efferatezza. In genere quando leggo, o sono mossa nell’animo oppure no. In questo caso non è solamente il contesto che mi ha mosso, ma il fatto che tra le righe si prova la stessa sofferenza dei personaggi, della situazione in quel Lager, si prova l’odio, il rancore, il dolore… lo si prova attraverso le parole di Felicien […] Si soffre con lui fino alla fine.
Un romanzo difficile, l’argomento trattato è ostico e può risultare per alcuni troppo inflazionato, ma secondo me chi preferisce dare fiato alla bocca e partire prevenuto senza prima leggerlo si sbaglia di grosso. Questo romanzo è diverso […].

Emanuela


“[…] trasmette testimonianze e ricordi terribili. Pensieri, paure, dolori... morte. Il totale annientamento dell'uomo.
Hitler era Innocente vuole ragionare sui motivi di una tale condanna. Scritto con pacatezza, è quasi delicato nell'affrontare la vita nei lager, e si concentra sui ragionamenti, sulle convinzioni, sulle teorie. Sui pensieri di coloro che erano rinchiusi. Formula ipotesi, esprime opinioni, istiga a riflettere e ad esprimere la propria opinione.
E' un romanzo che fa pensare, che cattura e inchioda ad una tavola di legno. Perché è successo? Com'è potuto succedere? Perché nessuno ha impedito che accadesse? Possibile che tutti quanti fossero così ciechi?
Il libro non fornisce una risposta certa ma, butta sul tavolo degli indizi, dei pensieri e dei dubbi. Il lettore dovrà fare altrettanto... anche se forse, una risposta certa non la si potrà avere mai.
Hitler era Innocente, di Aldo Moscatelli, è un lavoro che cattura e trascina. Si legge velocemente. Si vive intensamente. Si tiene dentro.”
Glauco

 

“Un romanzo che è più di un romanzo. E’ un saggio, è un testo di filosofia, è un pamphlet di denuncia. Non solo dell’orrore dei campi di sterminio, non solo della crudeltà inumana del nazismo. La denuncia, a saper leggere tra le righe, si espande come il nero assoluto della copertina e assorbe il nostro mondo, ponendoci davanti quello che preferiamo non vedere, non capire, non pensare.”
Laura

 

“Quello che rende il libro di Aldo un capolavoro indiscusso (tanto per essere chiari), è che non tratta di eroi, giusti o come dir si voglia, ma di persone, di esseri umani con luci e ombre, calate in un contesto tristemente noto a tutti, benché ci sia ancora qualcuno che lo voglia negare. La capacità di mostrare plausibilmente come una persona possa affrontare l’inferno, senza retorica o facilonerie, non è davvero da tutti. E in questo Aldo si è dimostrato pienamente maturo, perfetto architetto di verosimile umanità, molto più della maggior parte dei sedicenti scrittori italici.”
Roberto

 

“Che non si tratti di un libro qualunque lo si capisce già dalla copertina, rigorosamente nera, senza frontespizio, come a non dare adito a qualità alcuna che non sia quella dell'assoluta oscurità.
L'argomento, del resto, non lascia spazio ad escursioni fantasiose, tanto meno ai colori di un normale vissuto o di una qualche speranza.
È un libro, questo, che dovrebbe essere letto da tutti, acquisito come testo scolastico, perché è una documentazione straordinaria del pericolo cui le società tutte sono esposte se una ideologia attecchisce prevaricando le menti, in maniera apparentemente epidemica, in realtà come un morbo subdolamente endemico.
Ed è questo che, più di ogni altra considerazione, inquieta.”
Cristina

 

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